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venerdì 19 ottobre 2007

Tutorial

Una mia amica blogger mi ha chiesto come inserire nel proprio blog il widget (ossia l'applicazione) che si vede nella colonna di destra, alla sezione "Il Mio Album".


Cara ZiaG ho deciso che faccio un piccolo tutorial, spero di riuscire ad aiutarti.

Inannzitutto devi capire il quale parte della pagina vuoi inserire l'album, ad esempio sotto l'orologio....o sotto i link dei siti di cui sei amministratrice


Una volta decisa la posizione devi incollare in quella posizione un codice html. Io non uso splinder, quindi non so dirti come è strtturata la pagina, dipende anche dal template che usi. Nel mio caso devo andare a cercare nel codice di tutta la pagina la posizione corretta e li incollare il codice.

Qui sotto vedi già come verrà il tuo album. Per copiare il codice html clicca su "COPY ME" e poi sul primo pulsante "COPY EMBED CODE". Fatto questo ti compare un codice, clicca su copy.


For more widgets please visit www.yourminis.com



Dopo aver copiato vai sul tuo blog e lo incolli nella posizione che vuoi.............. salva e controlla.......... dovresti vedere l'album con tutte le foto caricate sul tuo account di flickr.

Hai visto che ho rallentato un pò???? Spero di esserti stato utile.

Lunedi spero di vedere sul tuo blog il widget.

Buon weekend

martedì 16 ottobre 2007

Paris&photoshop

Era da tanto che non usavo photoshop...oggi ci ho messo mano, ho preso 2 foto che ho fatto a Parigi e ci ho spataccato un po.

Non mi sembra male il risultato:







venerdì 12 ottobre 2007

Regalo

Oggi ho ricevuto una mail da Nokia Trendlab che mi comunica di aver vinto l'ultimo cd dei negramaro in versione mp3.....LEGALE.

A me non interessa, se qualcuno lo volesse posso inviare il seriale per il download

Ecco il link

Lasciate un commento se vi interessa

Il tuo Blog per l'Ambiente

Rilancio:

Fra circa una settimana, il 15 Ottobre 2007, si celebrerà in tutto il mondo il Blog Action Day, ed il tema di quest'anno sarà l'ambiente. Se possiedi un blog e vuoi partecipare anche tu a questa iniziativa, tutto quello che dovrai fare sarà creare, per quel giorno, un post relativo all'ambiente, usando lo stile, forma o modo che meglio preferisci. Potrai scegliere un qualsiasi argomento legato all'ambiente e raccontarcelo. Organizza una giornata per la pulizia del tuo parco o della tua spiaggia, e condividi la tua storia. Se ti piace scrivere, inventati un racconto sul tema dell'ambiente. Hai un podcast, un videoblog o un fotoblog? Partecipa anche tu! L'idea alla base dell'iniziativa è proprio quella di creare un effetto di massa, condividendo più storie e idee possibili tutti insieme.

Se hai intenzione di partecipare, registra ora il tuo blog assieme agli altri 7000 che l'hanno già fatto! Puoi inoltre visitare il sito ufficiale del Blog Action Day blog per maggiori informazioni su come anche i blogger possono cambiare il mondo.

E' un iniziativa molto interessante a cui spero il mondo dei blogger partecipi attivamente...

giovedì 4 ottobre 2007

Ritorno...


Finalmente ho trovato un po di tempo per scrivere qualcosa....

E' un casino sto periodo......lavoro....lavoro e tanto lavoro.

Oggi ho dovuto prenotare un tavolo all'Harry's Bar di Venezia, lo conoscete?

C' è ki dice che si mangi benissimo....e chi dice il contrario:

“… nel continuo raccontare ch’egli faceva più e più volte della grandezza del Gran Cane, dicendo l’entrate di quello esser da 10 in 15 milioni d’oro, e così molte altre ricchezze di quelli paesi riferiva tutte a milioni, gli posero per cognome messer Marco detto Milioni”. Marco Polo, insomma, a detta dell’umanista e geografo Giambattista Ramusio, era giudicato un po’ sbruffone dai contemporanei veneziani. Se fosse un personaggio di oggi, me lo figurerei mentre racconta le sue storie milionarie seduto a un tavolo del piano terra dell’Harry’s Bar. Attorniato da modelle con le gambe troppo lunghe per star rintanate sotto la tovaglia, e da rampolli di industriali della marca veneta, coi colletti della camicia così alti da sfiorargli i lobi, mentre ai tavoli accanto siedono facoltosi americani con l’aria da collezionista, avanzi di jet set, tranquilli gentiluomini veneziani dalla lunga consuetudine con l’alcol e con le stranezze del circo biennal-turistico, che parlano fitto, in dialetto. E’, l’Harry’s Bar, l’incarnazione del locale piccolo, un po’ opprimente, sul Canal Grande ma senza vista. Eppure è anche l’incarnazione del posto dove tutti vogliono andare dato che proprio quella scarsità di spazi e quell’assenza di tentazioni paesaggistiche permettono di concentrarsi sull’affollato teatrino che vi si svolge. Perché in fin dei conti quel che fa il successo duraturo di un locale non sono le meraviglie degli arredi, né gli stilisti che ci mettono il nome né gli chef passeggeri, bensì una certa intimità, uno starsene addossati gli uni agli altri, un parlar male della cucina, delle bizze narcisistiche del proprietario, della sua cupidigia, e però salutarlo con gran sorrisi e strette di mano - ché praticamente è sempre presente, e, quantunque scivoloso e palancaio ti riconosce, ti detesta pure lui, ma non sa vivere senza i suoi clienti. All’Harry’s si mangia più male che bene, i cibi sono preparati con immutabile tocco di considerevole grevità, eppure si finisce per tornarci sempre; se non altro per godersi il piacere perfido di vedere i camerieri che respingono straniati gruppi di forestieri in bermuda e canottiera, senza verbose spiegazioni, con un solo inappellabile gesto della mano che indica sconvenienti polpaccioni nudi e calcagni arrossati dentro ciabatte carrarmato. E lo show della tovaglia? All’Harry’s sono bellissime, di lino sottile, d’un elegante giallo tenue. A metà pasto, invece di ramazzare le briciole con dorsi di coltello o palette, come avviene altrove, i camerieri arrotolano con tecnica millimetrica una nuova tovaglia e ne fanno un lungo grissino che poi srotolano sulla tovaglia usata, trasferendovi via via le stoviglie. Altra specialità sono i prezzi. Ingiustificatamente alti, come da fama che li precede e da tradizione veneziana, eppure più bassi della media dei ristoranti dei dintorni grazie a una “voce amica” (è uno sconto del 20% riportato nella ricevuta fiscale) che viene concessa a tre quarti dei presenti e a chiunque ne faccia richiesta con modi da habitué; scegliendo il dignitoso vino della casa si può riuscire a cavarsela con 65 euro a testa.

Quanto al cibo, è la cosa meno interessante. Tenetevi alla larga dai tagliolini bianchi gratinati al prosciutto, dal pollo al curry con riso pilaf, da risotti, pasticcio di tagliardi… oppure mangiateli ma preparate sul comodino il bicchiere d’acqua e bicarbonato. I piatti più equilibrati li trovate negli antipasti; la tartare di tonno, per esempio, una delle specialità più diffuse e mal eseguite dalla ristorazione contemporanea, è particolarmente buona, da preferire al celebre carpaccio.

Fonte

Alla fine ce l'ho fatta.....ma sapete cosa mi hanno chiesto??????? la carta di credito a garanzia dellla prenotazione.....non ci potevo credere!!!!

alla fine ho capito come mai