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venerdì 12 ottobre 2007

Regalo

Oggi ho ricevuto una mail da Nokia Trendlab che mi comunica di aver vinto l'ultimo cd dei negramaro in versione mp3.....LEGALE.

A me non interessa, se qualcuno lo volesse posso inviare il seriale per il download

Ecco il link

Lasciate un commento se vi interessa

giovedì 4 ottobre 2007

Ritorno...


Finalmente ho trovato un po di tempo per scrivere qualcosa....

E' un casino sto periodo......lavoro....lavoro e tanto lavoro.

Oggi ho dovuto prenotare un tavolo all'Harry's Bar di Venezia, lo conoscete?

C' è ki dice che si mangi benissimo....e chi dice il contrario:

“… nel continuo raccontare ch’egli faceva più e più volte della grandezza del Gran Cane, dicendo l’entrate di quello esser da 10 in 15 milioni d’oro, e così molte altre ricchezze di quelli paesi riferiva tutte a milioni, gli posero per cognome messer Marco detto Milioni”. Marco Polo, insomma, a detta dell’umanista e geografo Giambattista Ramusio, era giudicato un po’ sbruffone dai contemporanei veneziani. Se fosse un personaggio di oggi, me lo figurerei mentre racconta le sue storie milionarie seduto a un tavolo del piano terra dell’Harry’s Bar. Attorniato da modelle con le gambe troppo lunghe per star rintanate sotto la tovaglia, e da rampolli di industriali della marca veneta, coi colletti della camicia così alti da sfiorargli i lobi, mentre ai tavoli accanto siedono facoltosi americani con l’aria da collezionista, avanzi di jet set, tranquilli gentiluomini veneziani dalla lunga consuetudine con l’alcol e con le stranezze del circo biennal-turistico, che parlano fitto, in dialetto. E’, l’Harry’s Bar, l’incarnazione del locale piccolo, un po’ opprimente, sul Canal Grande ma senza vista. Eppure è anche l’incarnazione del posto dove tutti vogliono andare dato che proprio quella scarsità di spazi e quell’assenza di tentazioni paesaggistiche permettono di concentrarsi sull’affollato teatrino che vi si svolge. Perché in fin dei conti quel che fa il successo duraturo di un locale non sono le meraviglie degli arredi, né gli stilisti che ci mettono il nome né gli chef passeggeri, bensì una certa intimità, uno starsene addossati gli uni agli altri, un parlar male della cucina, delle bizze narcisistiche del proprietario, della sua cupidigia, e però salutarlo con gran sorrisi e strette di mano - ché praticamente è sempre presente, e, quantunque scivoloso e palancaio ti riconosce, ti detesta pure lui, ma non sa vivere senza i suoi clienti. All’Harry’s si mangia più male che bene, i cibi sono preparati con immutabile tocco di considerevole grevità, eppure si finisce per tornarci sempre; se non altro per godersi il piacere perfido di vedere i camerieri che respingono straniati gruppi di forestieri in bermuda e canottiera, senza verbose spiegazioni, con un solo inappellabile gesto della mano che indica sconvenienti polpaccioni nudi e calcagni arrossati dentro ciabatte carrarmato. E lo show della tovaglia? All’Harry’s sono bellissime, di lino sottile, d’un elegante giallo tenue. A metà pasto, invece di ramazzare le briciole con dorsi di coltello o palette, come avviene altrove, i camerieri arrotolano con tecnica millimetrica una nuova tovaglia e ne fanno un lungo grissino che poi srotolano sulla tovaglia usata, trasferendovi via via le stoviglie. Altra specialità sono i prezzi. Ingiustificatamente alti, come da fama che li precede e da tradizione veneziana, eppure più bassi della media dei ristoranti dei dintorni grazie a una “voce amica” (è uno sconto del 20% riportato nella ricevuta fiscale) che viene concessa a tre quarti dei presenti e a chiunque ne faccia richiesta con modi da habitué; scegliendo il dignitoso vino della casa si può riuscire a cavarsela con 65 euro a testa.

Quanto al cibo, è la cosa meno interessante. Tenetevi alla larga dai tagliolini bianchi gratinati al prosciutto, dal pollo al curry con riso pilaf, da risotti, pasticcio di tagliardi… oppure mangiateli ma preparate sul comodino il bicchiere d’acqua e bicarbonato. I piatti più equilibrati li trovate negli antipasti; la tartare di tonno, per esempio, una delle specialità più diffuse e mal eseguite dalla ristorazione contemporanea, è particolarmente buona, da preferire al celebre carpaccio.

Fonte

Alla fine ce l'ho fatta.....ma sapete cosa mi hanno chiesto??????? la carta di credito a garanzia dellla prenotazione.....non ci potevo credere!!!!

alla fine ho capito come mai

venerdì 22 giugno 2007

Menabrea

Ultimamente mi sono dato ai contest....
Questo, a differenza degli altri nn regala ipod o cellulari....bensì birra!!!

Ottima birra direi, la menabrea.

Il contest lo fa la compagnia dei cavatappi, ottimo sito di prodotti tipici

In bocca al lupo.....io scelgo l'81!!!!

lunedì 18 giugno 2007

Neanche i giornalisti.....


Neanche i giornalisti possono considerarsi al sicuro.....è stato hackerato il sito del loro ordine (http://www.odg.it)....proprio nel momento in cui stanno per uscire i risultati dell'ultima sessione di esami scritti.

Inserendo la url normale si ottiene l'errore "Impossibile elencare il contenuto della directory".

Se, però, si visita una pagina interna ("http://www.odg.it/esami/main.asp") appare una foto inequivocabile di un guerrigliero turco col simbolo della Mezzaluna unita alla stella e, sullo sfondo, lo scoppio di una bomba con su scritto "Hacked by Askeriharekat Timi".

Una vacanza solidale

Spesso capita di non sapere che fare durante le ferie, dove andare magari in vacanza....

Per chi ha questo tipo di "pensieri" consiglio una vacanza particolare....per rendersi magari utili e fare un esperienza che ci fa sicuramente crescere.

Di seguito posto un articolo della Repubblica, interessante, nonostante numerose imprecisioni....

ROMA - Per molti è il primo viaggio. La prima estate lontano da casa. Per altri è l'unico modo per entrare in contatto con un ambiente internazionale e scoprire un luogo immaginato a lungo. Per tutti è il modo migliore per dare una mano, in un periodo di vacanza, a chi ha bisogno. Non si tratta di solo turismo. Né di solo lavoro. Ma di qualcosa che ha un po' dell'uno e dell'altro e che vale molto di più delle due cose messe assieme. Trascorrere un paio di settimane della propria estate in un campo di lavoro vuole dire avvicinarsi a un'esperienza difficile da classificare in cui si mettono in moto energie sconosciute prima di tutti a se stessi.

Molte sono le opportunità in Italia, nel Sud e nel Nord del mondo e se è vero che a partire sono soprattutto le ragazze, tanto che nei campi a esaurirsi prima sono quasi sempre i posti destinati a loro, anche i ragazzi non si tirano indietro. Si aiuta a costruire una scuola, si combatte contro il bracconaggio, si fa qualcosa per proteggere le specie animali. E intanto, mentre per cinque o sei ore al giorno ci si dà da fare anche in piccoli gesti quotidiani come cucinare o pulire un sentiero di una riserva ambientale, cresce la consapevolezza di quel che accade sul pianeta.

I campi della legalità. Tanti i giovani che ogni estate si impegnano per fare qualcosa di utile per gli altri, per l'ambiente, per la pace, per la memoria storica e per l'arte. Le destinazioni sono le più disparate. Dalla Mongolia alla Siria. Dal Canada fino alla Sicilia (vedi 20 link). E' proprio dall'isola tormentata che può partire il percorso ideale delle scelte possibili. Dai terreni di Corleone, Monreale, Mesagne, Gioia Tauro e Castelvetrano, da quelle terre che prima erano in mano alle famiglie Riina, Liggio e Brusca e dove ora invece lavorano tante cooperative. In queste terre l'associazione Libera insieme a Legambiente organizza anche questa estate i campi della legalità. "Per noi la legalità - ha detto Don Ciotti - è la saldatura tra responsabilità e giustizia. Tutti dobbiamo fare la nostra senza aspettare". Il primo campo nella Piana degli Albanesi è partito qualche anno fa. Ora le cose sono cresciute e questa estate si aspettano più di mille giovani nelle diverse strutture sparse per l'Italia. Non solo in Sicilia ma anche in Piemonte, Puglia, Calabria, Campania e Sardegna.

Quelli che vengono aiuteranno gli operatori delle cooperative agricole e sociali a produrre farina, pasta, vino, legumi o passata di pomodoro. Ma non si tratta solo di questo. "Partecipare è una testimonianza da parte di tutti a questa battaglia contro la mafia. I volontari che sceglieranno questi campi - ci ha spiegato Luca Gallerano di Legambiente - avranno la possibilità di lavorare a fianco dei ragazzi delle cooperative di Libera. Ma ci saranno anche dei momenti di incontro e di formazione, dove i ragazzi delle cooperative spiegheranno come è nata Libera e come si è arrivati all'espropriazione dei terreni ai mafiosi. La mafia non viene sconfitta dall'oggi al domani, non basta toglierle un campo".

La difesa dell'ambiente. Fino a settembre sono molte le opportunità legate anche alla tutela ambientale. In Italia e all'estero. Dalle vette più alle alte fino alle profondità marine (vedi le offerte di Legambiente). Un campo di Legambiente per la fine di luglio si tiene nel Parco Naturale delle Prealpi Giulie. Si dorme in una ex canonica e tra declivi e boschi, vette dolomitiche, camosci e stambecchi, i partecipanti lavoreranno soprattutto al ripristino ambientale di un'area nelle vicinanze del rifugio dove in passato erano stati abbandonati dei rifiuti. Un altro campo è quello nell'Area Marina Protetta Capo Gallo Isola delle Femmine in Sicilia dove i volontari, dopo un breve corso formativo, saranno impegnati nel censimento di specie ittiche.

Le mete internazionali e i diritti umani. Ma non solo Italia. Lo Sci, il Servizio civile internazionale, organizza per quest'anno più di seicento campi di lavoro in oltre sessanta nazioni diverse. Un'offerta importante visto che per alcuni, quello del campo di lavoro, è l'unico modo per aprirsi a un ambiente internazionale. Si va dal campo in Colorado nel Mission Wolf Sanctuary, un rifugio per lupi in cattività, all'isola Vanuatu nel sud dell'Oceano Pacifico . Le mete più desiderate dai ragazzi e dalle ragazze sono quelle che un po' meno ti aspetti. Quest'anno, dicono dallo Sci, a tirare di più è soprattutto l'Islanda dove vengono organizzati più di cinquanta campi, soprattutto quelli ambientali e quelli legati ai festival culturali. Quanto al tipo di attività, negli ultimi anni i campi internazionali più richiesti sono quelli legati alla difesa dei diritti umani, dei rifugiati e delle minoranze etniche. Dalla Serbia alla Polonia. Dalla Siria all'Ucraina.

Vicini alle comunità locali. Fare un campo di lavoro vuol dire anche riuscire ad entrare meglio all'interno della realtà locale con cui si viene a contatto. "Questa esperienza - dice Mauro Carta dello Sci - è molto più gratificante di un viaggio normale. Si conosce meglio la comunità locale, si vive all'interno di un contesto che permette la conoscenza diretta con il posto. E poi c'è il valore aggiunto di farlo con volontari di tutto il mondo. Si condividono esperienze con coetanei che vengono dall'Africa o dagli Stati Uniti o da qualsiasi altro paese europeo".

Impegno e responsabilità. Ad ogni modo chi sceglie di trascorre parte del suo tempo in un campo lavoro deve sapere che è un'attività che richiede attenzione. Un campo di lavoro "è un impegno dove è necessario essere responsabili - spiega Carta -. Si deve essere flessibili e predisposti a risolvere problemi con il dialogo. Si deve essere pronti ad imparare. E' difficile collocare un'esperienza di questo tipo. Certo è che si deve essere dotati di una certa sensibilità ed essere aperti all'aspetto dello scambio di culture. E' bene conoscere un minimo di inglese ma quello che è più importate è avere la voglia di farsi capire e essere pronti e avere la volontà di risolvere problemi". Anche da qui si può partire per imparare l'arte della tolleranza e sconfiggere la pratica del fanatismo. Anche da qui si può partire per imparare a dialogare con chi appartiene a culture diverse.

Le occasioni dell'Arci. La storica associazione della sinistra festeggia i suoi 50 anni e offre mille occasioni, in Italia e all'estero. Sul sito tutte le informazioni.

martedì 15 maggio 2007

Non ci voglio credere...

Senza Parole....




....il video dei preti pedofili purtroppo non è più visibile......non si riesce a capire come mai, molti dicono per questione di diritti della BBC.....io nn ci credo

venerdì 9 marzo 2007

Logo

Oggi ho deciso di mettermi un po all'opera.

Ho fatto un logo della mia città, chissà se piace...


mercoledì 28 febbraio 2007

Pace

I am not only a pacifist but a militant pacifist. I am willing to fight for peace
No sólo soy un pacifista. Soy un pacifista militante. Estoy dispuesto a luchar por la paz
Non soltanto sono pacifista. Sono un pacifista militante. Sono disposto a lottare per la pace

Albert Einstein